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venerdì 1 giugno 2012

Ei fu: il Totonero

Quando ero ancora in fasce e muovevo i primi passi nel "pallone", in tutti i sensi, quando, insomma, cominciavo a capirne di calcio, era appena accaduto qualcosa di brutto, ma anche subito addolcito da qualcosa di bello. Lo scandalo delle scommesse aveva oscurato i verdetti di A, i carabinieri in campo e i calciatori in manette, ma dopo un anno fu tutto dimenticato perché l'Italia si laureò campione del mondo: era il 1982. Una volta queste porcherie le chiamavano "Totonero". Non c'erano ancora i centri scommesse, internet era a stento un miraggio per militari e solo in Inghilterra la parola Bookmaker aveva un senso. Così si pensò di trovare un'alternativa al totocalcio, quello legale e pertanto "bianco": il Totonero, per l'appunto. A distanza di tempo in fondo la sostanza non è cambiata. Si è pensato che legalizzando le scommesse si potesse frenare l'incursione sfrenata e increscendo della criminalità organizzata ma anche questo è un clamoroso falso, un flop su tutta la linea, anzi... Chi non era criminale lo è diventato grazie all'eccessiva circolazione di denaro, all'adrenalina suscitata dal vincere facile, a quella smania di onnipotenza che l'uomo tira fuori ogni qualvolta gli si presenta l'occasione. Una volta si chiamava "Totonero", oggi di nero c'è solo il calcio in perenne lutto per la morte della legalità.

martedì 13 marzo 2012

Le regole d'oro su come ingannare una donna, un cliente e chi ti fa un colloquio di lavoro e farla franca! [Regola 1]

Il titolo potrebbe farvi sobbalzare dalla sedia come uno scossa della 220v presa al volo mentre si stava sonnecchiando. Direte: ma che c'azzeccano questi tre soggetti tra loro?

In realtà ci sono molti punti in comune, alcuni dei quali di una evidenza disarmante. Qui di seguito vi metteremo a conoscenza di alcuni trucchetti sconosciuti o non svelabili ai più e come tessere una tela sottile e invisibile e farci cascare dentro la maggior parte delle persone che ruotano attorno alla vostra vita senza che queste se ne rendano conto per tempo!

E’ il primo di una serie di appuntamenti in cui vi svelerò una serie di regole.

Chiunque di voi potrà sentirsi liberamente escluso da quello che sto per scrivere, potrà anche dire che si tratta in fondo di luoghi comuni ma quello che, vi prego (e lo dico per il vostro bene), non dovete assolutamente fare è pensare neanche per un attimo: “Ma io/lui/lei/l’altro non è/sono così!”.

Perché no?

Perché il solo fatto di pensarlo vorrà dire che nel vostro cervello si è insinuato il dubbio, anche solo per un istante, che anche voi nella vostra vita siete stati presi per il culo senza che ve ne siate mai accorti realmente!

Ma veniamo al dunque…

Ecco le regole fondamentali per apparire senza essere e far credere a una donna, a un cliente o un a chiunque vi faccia un colloquio di lavoro che APPARIRE è meglio senz’altro di ESSERE!!!

Regola 1

·         Se si tratta di una donna:
Seguire sempre la moda, riempirla di fiori e regali vari (possibilmente gioielli o scarpe, dire “di continuo” ti amo o senza di te non potrei mai vivere, oppure riempirla di complimenti anche esagerati. La donna è il soggetto più facile da prendere per il culo, ve ne accorgerete.

·         Se si tratta di un cliente:
Seguire sempre la moda, riempirlo di regali vari (possibilmente prodotti o sconti su prodotti che non si riesce a vendere e inutili tanto quello non lo sa). Riempirlo di chiacchiere con qualità “fantasma” di un prodotto o piuttosto riempirlo di complimenti e idiozie varie, che naturalmente non le si pensano affatto, o frasi del tipo (specie se si tratta di una casalinga a cui mollare un oggetto inutile): “Ah se avessi 20 anni meno ci proverei spudoratamente con lei…” Vedi “Se si tratta di una donna…”

·         Se si tratta di una persona che vi sta facendo un colloquio di lavoro (funziona specie con donne che lavorano alle agenzie interinali):
Seguire sempre la moda, riempirlo/a di chiacchiere sulle proprie capacità nascoste, citare una serie di frasi fatte da qualche film americano che parla di lavoro e dire continuamente di avere un carattere solare e una predisposizione notevole verso il pubblico. Che poi in realtà non ne mangi un cazzo di lavoro a quello/a mica gliene frega l’importante è che l’hai preso/a per il culo e che l’hai fatto bene e senza fartene accorgere.

Cari lettori per questo appuntamento abbiamo finito, sappiate che questo tipo di regole funzionano anche sul posto di lavoro, con gli insegnanti di qualunque grado di istruzione e possibilmente con gli amici. E potete utilizzarle ad libitum (a piacere).

E il bello di tutta questa storia sapete qual è?

Che vi faranno pure i complimenti, quando parleranno di voi, dicendo o pensando: "questo ci sa proprio fare..."

Sappiate che purtroppo la società si fonda su “una costante presa per il culo reciproca” che molti filosofi hanno comunemente definito “PATTO SOCIALE” esclusivamente per indorare la pillola.

A presto con la Regola 2…

martedì 6 marzo 2012

L'Italia è una Repubblica fondata su una cippa di cazzo!

L' Articolo 1 della Costituzione è stato sempre molto controverso anche perché definisce probabilmente quello che in realtà, da tempo, non esiste. L'Italia è una Repubblica fondata sul lavoro! Dovremmo omettere la parola "Repubblica", per svariati motivi. Per esempio per il fatto che abbiamo un presidente della Repubblica, è vero, ma è come se non ci fosse visti i poteri nulli, abbiamo un sistema democratico, è vero, ma è come se non ci fosse, visto i cambi continui di governo e i governi pseudo - tecnici che puntualmente sostituiscono le volontà popolari e operano completamente di testa loro. Quindi parlare di Repubblica, solo perché costituzionalmente parlando la forma di governo è questa mi pare eccessivo. Passiamo ad analizzare la seconda parte dell'enunciato del primo articolo ovvero, L'Italia è fondata sul lavoro. Sarebbe più opportuno dire che l'Italia è fondata sulle tasse che pagano "sempre" gli stessi cittadini e non fondata sul lavoro e tecnicamente è anche un paese "anticostituzionale". Vi stare chiedendo perché? Che senso ha la mia affermazione se stiamo parlando proprio di un articolo della Costituzione. E' l'Articolo 3 della stessa Costituzione il vero fulcro della discussione, il punto focale che evidenzia come questo paese non abbia "di fatto" alcuna Costituzione, se non quando bisogna limitare il potere del governo o disquisire sulla moralità del matrimonio e l'identità sessuale del cittadino. Cosa dice espressamente l'Articolo 3? Anzi più precisamente cosa dice il comma 2 dell'Articolo 3 quando ci vuole spiegare come lo Stato dovrebbe assicurare l'eguaglianza tra i cittadini? "È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese." Che vuol dire letteralmente che la Repubblica deve rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale? Quali sarebbero questi ostacoli? Di che cosa stiamo parlando realmente? 

Ecco una lista possibile di ostacoli da rimuovere: 
  • La Raccomandazione (Nepotismo e Clientelismo)
  • Strutture non idonee a mettere nelle condizioni lavorative il disabile
  • Concorsi truccati e fantasma
  • Inutilità totale dei titoli di studio
Oggi viviamo in un paese che ha il 9% di disoccupazione, dato in continua crescita. Quello che non dicono è che questo dato non è reale perché in realtà di questo 9% almeno la metà "lavora in nero" con il bene placido dello Stato; altrimenti ci sarebbe una vera e propria "Guerra civile".  
E' possibile che siamo troppi e tutti vogliamo fare gli stessi lavori? E' possibile che ci siano meno mestieri fattibili? E soprattutto, è possibile che Catania ha il numero più alto del mondo di presenza di Centri Commerciali  a parità di mq e nonostante questo si vedono sempre le solite facce che lavorano? E' possibile che si scambino i lavoratori per far lavorare sempre e solo le solite facce?
Questo è l'ostacolo numero uno, la madre di tutti gli ostacoli: la raccomandazione. Un cancro mondiale probabilmente, che affligge mortalmente l'Italia. In pratica il 90% dei lavoratori italiani è raccomandato, quelli della pubblica amministrazione lo sono quasi tutti, nelle università in pratica lavorano solo i raccomandati, non parliamo della Politica e delle professioni così dette "blindate", quelle che chiamiamo impropriamente "la casta", come il giornalista e il notaio, dove il numero di raccomandati è spaventosamente alto, probabilmente sfiora il 100%; un triste primato!

Oggi, per fortuna, ci sono le agenzie interinali che ti fanno lavorare e che trovano "immediatamente" la professione che fa per te. Pensate che io non ho avuto bisogno di girarne una trentina in tutta Italia, né ho avuto il bisogno di consegnare 100 volte lo stesso curriculum sempre alle stesse agenzie, in pratica tutte quelle che esistono sul territorio. 
Mi hanno sempre chiamato, devo essere sincero. Ho fatto colloqui in continuazione ed è stata sicuramente colpa mia se non sono stato assunto. Mi hanno detto: "Sig. Ferlito c'è questo lavoro? Viene in sede che ne parliamo?" No, no non parlo di assunzione, certo, come potrei pretendere... Parliamo di colloqui. Pensate ne ho avuto a centinaia negli ultimi quattro anni, grazie alle Agenzie interinali.
I finanziamenti statali se li guadagno tutti, debbo essere sincero! Non capisco perché la gente si lamenta che non c'è lavoro. Andate nelle Agenzie interinali, cazzo?!? Anziché passeggiare per le vie del centro, passeggiate per le Interinali consegnando sempre lo stesso curriculum.
Io ho fatto così negli ultimi 4 anni. Ho consegnato migliaia di curriculum, sono andato di presenza nei negozi, nelle aziende, nelle agenzie interinali... 
E infatti adesso lavoro e soprattutto ho avuto migliaia di colloqui, sì, ma nei miei sogni!

lunedì 5 marzo 2012

Il Mistero del "Mi piace" di Facebook

E' la nuova moda del momento oppure l'ennesimo fenomeno di massa incontrollato? La verità potrebbe essere meno romantica: l'egocentrismo, la voglia di apparire e ritagliarsi un minimo di celebrità porta ad azioni incosulte e impulsive quando ci sono argomenti o azioni da compiere che coinvolgono molte persone. Il "mi piace" di Facebook è un'arma più potente della centrale atomica di Fukushima, più devastante delle armi nucleari e chimiche dell'Iran, più avviluppante e appiccicoso di un discorso del Papa, quando si capisce quello che dice, naturalmente! Però, ho notato a mie spese che la sua utilità è potente ed efficace tanto quanto un discorso del Presidente della Repubblica. Metti un aforisma, un bel link, un video di un qualcosa, un articolo interessante e ci ritrovi i soliti 4-5 mi piace, se sei fortunato un commento, esagero se dico due (generalmente di un carissimo amico, di un familiare o dell'amore di una vita) e cominci a chiederti: quello che c'è scritto l'hanno letto veramente? L'hanno capito? Lo hanno interpretato, anche se a modo loro? La risposta è articolata e non semplice.

Le variabili sono più precisamente tre:
  • le dimensioni del contenuto 
  • la persona che ha cliccato mi piace 
e "last but non least"
  • l'argomento trattato
Probabilmente se siete arrivati a leggere fino a questo punto avrete già capito quanto incide la prima variabile. Se invece non sieti arrivati fino a qui fatevelo spiegare anche se, di fatto, è un controsenso visto che non avendo letto questa frase non dovreste sapere come comportavi.

Oggi tutto è costruito sulla velocità, quindi i contenuti devono essere brevi altrimenti dopo due frasi la pigrizia comincia a mangiarvi il cervello e non vi permette di andare avanti, oppure probabilmente dovrete andarvi a grattare le palle (metaforicamente parlando per il gentil sesso) da qualche altra parte e la vostra concentrazione è pari a quella di una gallina quando passeggia su e giù per l'aia. Fatto sta che appena vi si para dinnanzi un testo troppo lungo (già questo lo è), gioco forza, si clicca da qualche altra parte oppure, a secondo della pigrizia, ci si addormenta sulla tastiera o ci si alza senza cliccare nulla. Mi chiedo che cazzo premete a fare "mi piace" se poi non leggete e non capite a fondo il messaggio dell'autore! Misteri del web, rendiamo grazie a google.

Il punto due è squisitamente interessante!
E' bene capire se la persona che ha cliccato sul "Mi piace" lo pensa davvero, lo fa perchè ti vuole bene e non vuole farti passare per uno stronzo che dice cazzate o clicca "mi piace" a cazzo di cane su qualunque cosa appare sulla pagina di facebook.

Secondo i rilevamenti del Massachusetts Istitute of technology le percentuali delle motivazioni per cui si clicca su "Mi piace" di Facebook devono essere così ripartite:
  • Non avevo un cazzo da fare  50%
  • Clicco tanto pe' Cliccà 30%
  • Pensavo di ricevere soldi 10%
  • Ho letto da qualche parte che se non clicco facebook diventa a pagamento 5%
  • Conosco di persona Zuckerberg e si offende se non lo faccio 3%
  • Mi piace davvero il contenuto proposto 2%
Ultima variabile, non certo per importanza, è l'argomento trattato.
Anche in questo caso il Massachusetts Istitute ci viene incontro tracciando un sondaggio con delle percentuali che mettono, definitivamente, in chiaro quali sono gli argomenti che vanno per la maggiore e che mantengono alte le possibilità di click o di visualizzazione "completa" (quindi non solo il click sul mi piace) dell'argomento proprosto sulla bacheca.
  • Il video porno di quando Belen era una teenager 50%
  • Siti che ritraggono la farfallina di Belen 30%
  • Informazioni su Belen e altre "belle figliole"in svariate posizioni osè o semplicemente siti dove c'è scritto il loro nome 10%
  • Foto di donne o di uomini completamente nudi 5%
  • Barzellette varie e immagini di "Bastardi dentro" 3%
  • Altro 2%
E' interessante però analizzare altre due classifiche in tal senso, che variano a secondo del target a cui è indirizzato l'argomento proposto. Il Massachuttes ha analizzato 3 tipologie: Link proposti da uomini o in bacheche di uomini, link proposti da donne o in bacheche di donne, link proposti da abitanti della Sicilia o cresciuti in Sicilia.

Partiamo dalla prima tipologia di variabili "LINK PROPOSTI DA UOMINI".
In pratica le percentuali sono uguali a quelle proposte sopra, cambia solo la quarta posizione che prevede solo "immagini di donne completamente nude" e la sesta posizione che a posto di "Altro", vede "sfottò vari e argomenti riguarndanti lo sport". Questa percentuale sostituisce il primo posto quando si tratta di uomini appagati sessualmente, non frustrati e con una regolare vita di coppia.

Passiamo poi alla seconda tipologia "LINK PROPOSTI DA DONNE"
Qui è interessante sciorinarvi la classifica così come ci viene proposta dal centro scientifico:
  • Frasi dette da qualche personaggio storico o famoso di cui non si capisce il senso ma l'immagine raffigurata del tipo nella foto è una figata pazzesca (e poi l'ha messa pure la mia amica del cuore) 50%
  • Pettegolezzi di varia natura su altre donne o persone ritenute inferiori o amorali 30%
  • Ennesima cazzatona successa a "Uomini e donne", al "Grande Fratello" o da "Amici 10%
  • Invettive e sproloqui contro il mondo e la società 5%
  • Un video di una canzone possibilmente "eccessivamente" melò 3%
  • Argomenti di cultura generale 2%
 Infine c'è l'ultima tipologia di soggetti analizzati sugli argomenti proposti, ovvero se si tratta di "LINK PROPOSTI DA SICILIANI"
  • Mbare si sbagghiatu (moda del momento e tormentone pertanto seguito corposo di imbecilli e banderuole al vento varie) 50%
  • Link dove ci si vanta di tutto e contro tutti solo perchè si è di Catania o di Palermo 20%
  • Foto di cibo, naturalmente prodotti rigorosamente siciliani anzi se è possibile di una determinata città, generalmente quella dove si vive, anzi probabilmente fatto dalla mamma o da se stessi 10%
  • Foto di animali domestici ritratti in svariate pose, generalmente cani e solo di grossa taglia (Nella maggior parte dei casi Pitbull o Rottweiler) perchè è una figata pazzesca 10%
  • Scorci di vita quotidiana sui cazzi propri 7%
  • Quello che mette la maggior parte delle persone su Facebook 3%

Ecco cosa deve passarvi per la mente quando proponete un link su facebook, quindi occhio!

domenica 4 marzo 2012

Ciao Lucio!

- Maria Latella: "Che cosa pensa dei politici che partecipano ai funerali di Stato?"
- Dalla: "Esibiscono tanta di quella noia. Potrebbero evitare"
- Maria Latella: "Lo sa che comunque al suo funerale verranno..."
- Dalla, ridendo: "Questa sì è una buona ragione per non morire".

E invece te ne sei andato e c'hai lasciato l'immondizia di Montecitorio e i pedo-mafiosi del Vaticano!

In Sicilia amiamo dire: "L'evva tinta non mori mai!"
E io aggiungo: "Quanno l'arvulu non frutta, tàgghiulu di sutta"

sabato 3 marzo 2012

Gli impiccioni, la gente falsa e le malelingue


Non stiamo parlando di uno spaghetti western di Sergio Leone poco noto ai cinefili. Chi non dovesse conoscere Sergio Leone invito a utilizzare Wikipedia visto che ormai la si usa anche per sapere come andare di corpo. Non stiamo parlando neppure di un poliziesco made in Italy, di quelli che ci piacevano tanto e che raccontavano con disincantata violenza gli anni di piombo (E' inutile che vi state chiedendo di che cosa stiamo parlando, tanto c'è "Romanzo criminale", fatevelo dire da Scamarcio). Oggi parliamo di persone! Parliamo di tre tipi di persone con cui volendo o non volendo, un po' tutti, abbiamo, ahimè, avuto a che fare. La prima categoria è quella degli impiccioni. Quante volte abbiamo detto a qualcuno: "Perché non ti fai i cazzi tuoi?", "Che te ne frega...", quante volte abbiamo voluto dirlo ma per scrupoli di coscienza ed eccesiva educazione non lo abbiamo fatto, rodendoci un po' dentro. Purtroppo gli impiccioni sono una categoria di persone un po' particolare, sono quelle messe dietro l'angolo, che non posseggono una vita propria, generalmente gente frustrata, con famiglie che non si sono mai curati di loro e che godono a vivere le vite degli altri perché fondamentalmente non ne hanno mai avuto una propria! La situazione peggiore è quando un impiccione è contemporaneamente una persona falsa e una malalingua. Vi starete chiedendo: ma l'impiccione e la malalingua, in fondo, non sono la stessa cosa? In realtà, non è così! La differenza, seppur sottile c'è ed è una differenza sostanziale. L'impiccione si intromette nei fatti degli altri, probabilmente non lo fa per male, ma s'intromette per compensare il fallimento totale come nullità che si porta dietro sin dalla nascita e cerca pertanto di rendersi partecipe compensando il vuoto che lo circonda. A differenza dell'impiccione, la malalingua è puro pettegolezzo, ovvero, vive di maldicenze; utilizzando un noto francesismo della "Provence": racconta una serie interminabile di cazzate, una dietro l'altra, per screditare il buon nome di un'altra persona per puro divertimento, invidia o perché, come l'impiccione, cerca di compensare i propri fallimenti dicendo che sono altri i falliti! Immaginate pertanto una persona impicciona e malalingua che è pure falsa. In verità per sua natura l'uomo (inteso come individuo sia maschile che femminile), cerca di inserirsi in una comunità facendo quante più "conoscenze" possibili. L'errore sta nel fatto di considerare una conoscenza come amicizia, a meno che l'amicizia non esiste affatto ed è solo un'illusione; in tal caso l'errore è inevitabile. La persona falsa è un fallito per tre volte, perché oltre ad essere un impiccione e una malalingua è anche un bugiardo cronico, un attore di discreto lignaggio con la sola differenza che non recita in grandi palcoscenici hollywoodiani o italiani ma impersona lo stronzo nel palco della vita, riuscendo a convincere gli altri di essere un amico che dispensa consigli, quando invece l'unica cosa che fa rima con la sua vera natura è coglione. Purtroppo, alla luce di queste considerazioni, dobbiamo ammettere che il mondo è in maggioranza costituito da coglioni, ce ne dobbiamo fare una ragione.

venerdì 2 marzo 2012

E’ morto Gigi D’Alessio

No, non è vero! Però in un periodo così triste per la musica, per alcuni, sentire o leggere questa notizia ha donato attimi di ilarità. Mi sento di dire che nessun dovrebbe augurare la morte a un altro soggetto, fa un po’ “tristo mietitore”, un po’ “Dio” e un po' "deficiente", ma dopo aver dovuto leggere una sequela impressionante di “grandi” nomi della musica pop e non, appesi  a ogni sorta di link-necrologio, uno cerca di sparare a caso dicendo la sua su un possibile prossimo morto celebre, sempre nello stesso campo, è chiaro! Mi è passata per la mente questa riflessione zigzagando lungo “faccia di libro”. C’era un’immagine curiosa che ritraeva in primis Jim Morrison con accanto uno dei  suoi pensieri più famosi, poi seguiva John Lennon e ancora giù con un’altra frase, probabilmente un pezzo di una delle sue celeberrime canzoni, poi appresso ho scorto un’immagine che ritraeva William Shakespeare, che conoscono pure in Guatemala, per via, per esempio di “Giulietta & Romeo” o di “Sogno di una notte di mezz’estate”, che poi era l’opera dalla quale era stato estrapolato l’aforisma citato.  Infine, sornione, con un’espressione degna di  un venditore di frutta e verdura di una qualsiasi fiera rionale, sbucava il volto di D’Alessio;  subito dopo, in calce, c’era riportata una frase tratta delle tante cazzate che ha scritto nelle sue canzoni. Nel post che ritraeva quest’immagine seguivano una serie di insulti, sorrisi vari, applausi di gente che magari ascolta pure D’Alessio ma che in quel momento non voleva sentirsi in disparte e ha partecipato. Certe notizie, è vero, seppur non ci riguardano personalmente ci toccano nel profondo.

L'italiano è un optional

Qualche giorno fa ho ricevuto un sms. C'era scritto, cito testualmente: "mo t recenssisco il film ke stanno mandando in onda adexo su italia1". Ero lì per lì deciso a buttare il cellulare, pensavo che ormai, vista l'età, cominciava a perdere colpi, fortuna che non l'ho fatto! Mi è stato fatto notare, con agghiacciante sincerità, che in realtà era proprio il testo del messaggio a essere scritto così e non si trattava di un difetto del display. Ho riflettuto un attimo e poi mi sono dovuto arrendere: con questa storia del "linguaggio da cellulare e/o da sms" mi si sono rincoglioniti pure gli adulti e non solo gli adolescenti. Purtroppo devo constatare che l’italiano è diventato un optional! Il bello è che nel contempo devo sentirmi i leghisti che insistono sull’esame d’Italiano per gli stranieri. Debbo confessare che mi sono rattristato e non poco! T’immagini  organizzare un test d’italiano per gli stessi italiani. E se poi non lo passa nessuno? Chi cazzo rimane in questo paese?

I had a dream

C'è una frase che mi è rimasta sempre in testa: I have a dream (Ho un sogno). Una frase di cui si è fatto uso e abuso a totale discrezione di chi l'ha utilizzata e tirata fuori dalla "polvere" della storia. Probabilmente la prima necessità è stata quella di imbrattare la propria bacheca del social network più fico di turno (oggi Facebook, domani chissà!) oppure la pagina del proprio blog. E del significato chi se ne sbatte? Martin Luter King ringrazia. Oggi voglio riprenderla declinandola al passato: Avevo un sogno. Sì perchè a una certa età non si può più parlare certo di sogni semmai di desideri. Lasciate perdere le cazzate proprinate dalla Disney con frasi fatte e tanto di canzoncina a seguito "I sogni son desideri...", non c'è nulla di più errato e sfacciatamente illusorio. Il sogno è meno materiale, più romantico, più etereo, mentre il desiderio è più palpabile, più raggiungibile. Questo non significa che l'uomo debba smettere di sognare, anzi, forse non dovrebbe mai smettere ma nel mio caso lo faccio solo ed esclusivamente per una ragione squisitamente pratica. Avevo un sogno, oggi mi restano una marea di desideri...