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sabato 23 agosto 2014

Quelli che fanno politica su Facebook

Ogni giorno su Facebook ne leggiamo di tutti i colori: dalle passere al passerà, passando tra un argomento all'altro con valzer pirotecnici come un cambio di mutande. Le mode sono tante, milioni di milioni ma facebook li batte tutti: raccoglie ogni giorno ogni sorta di sfogo, per lo più inutile (in fondo gli sfoghi sono proprio così: inutili). Oggi si parla di Ebola, domani di sbarchi, poi di sesso, di Berlusconi, di Grillo, di Renzi, di calcio e dei mondiali che arrivano SOLO per distrarre l'opinione pubblica dai veri problemi. Quindi cosa fare? Basta scrivere qualche cazzata su facebook, postare link e immagini di pagine probabilmente amministrate da fancazzisti e ci si mette in pari con la coscienza. Lo impone la moda del nuovo millennio: oggi basta scrivere di politica che si è trovata la soluzione di tutti i mali, scrivere di calcio per essere considerati allenatori, parlare del Catania, della Juventus, del Milan e dell'Inter, durante il campionato quando fino a un mese prima si snobbavano i mondiali perché causa DI TUTTI I MALI DEL MONDO. Questa è l'umanità, una sorta di abnorme concentrato di contraddizioni e barzellette. Così i ragazzini si sentono trentenni ma criticano i trentenni perché sono troppo vecchi e poi cercano la mamma per andare in centro con gli amici, i blogger si sentono giornalisti quando pubblicano una sfilza di bufale al limite del ridicolo, pane per Mistero & soci. Insomma tutti si sentono politici e in grado di legiferare solo per aver pubblicato uno stato su facebook e aver alimentato (secondo loro) il malcontento generale. In fondo si riduce a questo l'umanità, pagare un idraulico 40 volte il prezzo del mercato e dire a un musicista di trovarsi un "vero" lavoro.

C'est la vie... Condividete e fate girare, mi raccomando.

martedì 12 agosto 2014

Comare morale e fratello pudore

C'era una volta un tizio che andava ogni giorno in chiesa, lo chiamavano Pudore. Un giorno il Sig. Pudore conobbe comare Morale e se ne innamorò follemente. Per la verità gli piaceva inzuppare il biscotto nonostante Sig. Pudore fosse sposato. Lui però era in pace con la coscienza perché ogni domenica e festivi andava a confessarsi. Poi seguiva tutti i comandamenti (o quasi): odiava i froci, odiava le altre religioni, odiava le coppie di fatto, l'eutanasia e la fecondazione in vitro ma amava il prossimo ed era contro le guerre. Amava Signora Pudore ma gli piaceva sollazzarsi tra comare Morale, signora Etica e signorina pudicizia. Era un gran maschio, calava il suo martello pneumatico ogni volta che ne aveva l'occasione e poi tra qualche segno della croce e padre e nostro se la prendeva con i giovani che non davano importanza al sacro vincolo del matrimonio. Questa è la storia "der meglio dei probiviri", questa è la storia di Sig. Pudore.